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Benito Maccan allenerà il Faenza Rugby

Non poteva mancare un’intervista al nuovo allenatore del Faenza Rugby , Benito Maccan, classe ‘66 di origine ( e qui lo sottolinea con precisione) triestina ,  figlio di uno dei presidenti  dell’allora Fiamma Rugby di Trieste e allenatore per 12 anni fra le fila del Rimini Rugby.

Così lo abbiamo raggiunto virtualmente in un momento di pausa dal suo lavoro per conoscerlo meglio ma anche per stuzzicarlo un po’. Dopo le consuete domande di routine (segno zodiacale, numero di scarpe e gruppo sanguino) e quelle legate alla sfera privata ( per il gossip)  ci siamo spinti sulle domande più “tecniche” e infine ci ha regalato due messaggi per tutto il Faenza Rugby.

Ciao Benito, grazie per il tuo tempo. Sono curiosa di sapere da quanto tempo sei nel rugby e come concili famiglia/lavoro e club?

Sono nel rugby da sempre, con mio padre, il Rimini Rugby  e mio figlio e diciamo che il mio lavoro mi lascia il tempo di organizzare al meglio le responsabilità per il Club: sono un addestratore Cinofilo ed insieme a mia figlia, gestisco il nostro centro.

Sappiamo che recentemente hai conseguito il TERZO LIVELLO come Allenatore F.I.R. e ti facciamo i nostri complimenti. Dove hai cominciato la tua formazione come allenatore?

Ho militato fra le fila del Rimini Rugby a partire dal settore giovanile fino ad arrivare alla prima squadra. ed è per questo che sarò sempre riconoscente ai Pirati per quanto hanno voluto darmi

Il gioco del Faenza Rugby ha sempre avuto nella mischia i suoi punti di forza: pensi di continuare con questa impostazione?

E’ d’obbligo: quando una squadra fa bene delle cose è d’obbligo cercare di svilupparle ancora meglio; mi piace che la palla venga aperta ma se si è già forti in una determinata situazione bisogna far si che questa diventi performante al 100%.

Una squadra di rugby come il Faenza, che conosci ed hai incontrato da avversario in numerose occasioni, su quali punti deve migliorare?

Senz’altro uniformarsi al gioco moderno, cioè nella continuità diretta sfruttando al meglio i sostegni al portatore; lavoreremo sui punti d’incontro ma con una nuova concezione. Tutti giocano per lo stesso scopo  e tutti devono essere nelle condizioni di saper fare tutto eccellendo poi in uno specifico ruolo.

Quest’anno ci saranno molti innesti di giocatori dell’under 18 nella prima squadra, la cosa secondo te è un vantaggio o uno svantaggio?

E’ fisiologico per una squadra che vuole mettere radici e crescere. Ma per rispondere nello specifico è sicuramente un vantaggio perché si hanno più giocatori a disposizione che danno il meglio per entrare in partita. Inoltre i giovani sono uno stimolo anche per i più vecchi, che vengono spronati a dare di più, e venendo visti come esempio, possono formare a loro volta i giovani con la loro esperienza. Ma sull’unione di questa squadra e delle nuove leve entranti io non ho dubbi: i più vecchi sapranno mettere a loro agio chi è nuovo e farlo entrare nel cuore del gruppo. E’ così che ho sempre visto il Faenza Rugby da fuori: come una squadra unita, sempre.

Come allenatore, partendo dal presupposto che si lavora con quello che si trova in squadra e che le scelte possono subire nel corso della stagione dei “cambiamenti” in corso d’opera a causa di infortuni, rinunce, ecc… che tipo di gioco ti piacerebbe sviluppare?

La continuità diretta, tener la palla viva, andare a terra non per mia scelta ma perché hanno fatto di tutto per mandarmi giù, ma io avrò tenuto quel tanto che basta per far arrivare i sostegni, gli amici, i compagni ai quali affidare il pallone, avanzare, lavoro di squadra, ritmo….basta se no poi svelo tutto!

E invece con la “lamentela” come ti piace porti?

La lamentela fa parte del gioco e a volte può essere positiva se ti sprona a fare meglio e a concentrarti su te stessi per migliorare ma se è fatta davanti ad un evidenza allora non è costruttiva. Fammi vedere cosa sei capace di fare nei pochi spazi che ti posso dare da allenatore di un’intera squadra, non allentare la presa e lavora, sempre, per te!

Wow, mi hai convinto coach! Ahahha. Cosa vuoi dire alla prima squadra prima di cominciare con la preparazione, gli allenamenti e il campionato?

Così senza guardarli negli occhi???? Ok! Due anni passati con Pasqualini non sono da dimenticare anzi sono il punto fermo da cui ripartire; non sono qui per sostituire ma per integrare il percorso della squadra Faenza Rugby e non si dimentica mai quello che un allenatore lascia; siate liberi e aperti al nuovo; spero di imparare molto da voi e a mia volta di lasciarvi qualcosa in più da portare nel vostro bagaglio di giocatori, di squadra e, soprattutto per i più giovani, anche di vita vissuta.

E alle giovanili del Fanza Rugby cosa vuol dire?

Bambini, ragazzi del Faenza Rugby divertitevi e lavorate sodo: spero di vedervi a fare il tifo alle partite di campionato! E per quanto mi sarà possibile, più spesso di quel che credete, io lo farò alle vostre partite e non solo

E così si conclude la nostra chiacchierata e fra i saluti di commiato si sente un bel sorriso dal lato opposto dello smartphone e penso che ci starebbe bene un bel #RugbySelfie!! (come potete notare gliel’ho chiesto e lui è stato così gentile da inviarmelo anche se è più un selfie da “allenatore&strategie”)!

Benito Maccan Selfie

A presto Coach Maccan, ci vediamo in campo!

Per le domande tecniche si ringrazia Raffaele Morani